
L’ingegno svedese: il DNA non convenzionale di Saab
Saab ha sempre avuto il vizio di stupire. Definire i suoi progetti “anticonvenzionali” è quasi riduttivo se guardiamo alla storia dell’aviazione. Pensiamo al Saab 21, un caccia con doppia trave di coda ed elica spingente, poi evoluto nella versione a reazione Saab 21R. O al celebre Saab 29 Tunnan, il primo vero caccia con ala a freccia (la famosa forma “a botte”) costruito nell’Europa occidentale del dopoguerra.
La dinastia è proseguita con il versatile bimotore Saab 32 Lansen, per poi toccare vette assolute con il Saab 35 Draken – un supersonico da Mach 2 con una rivoluzionaria ala a doppio delta – e il Saab 37 Viggen, il multiruolo caratterizzato dalla celebre configurazione canard.
Oggi però parliamo del presente e del futuro prossimo. Il Ministero della Difesa ucraino ha ufficializzato un accordo storico: l’acquisto di 16 caccia multiruolo svedesi JAS 39 Gripen E, a cui si aggiungeranno altri 16 caccia Gripen nelle versioni C/D ceduti direttamente sotto forma di aiuti militari.
La firma per il pacchetto dei nuovi Gripen E è avvenuta alla presenza del Presidente Volodymyr Zelenskyy e dei vertici della difesa dei due Paesi, siglata formalmente da Sergiy Boyev (Vice Ministro della Difesa ucraino), Arsen Zhumadilov (Direttore dell’Agenzia per gli Approvvigionamenti) e Mikael Granholm per la svedese FMV.
L’orizzonte temporale per i nuovi modelli è fissato: vedremo queste piattaforme nei cieli ucraini a partire dal 2029. Il pacchetto non comprende solo i velivoli, ma anche le attrezzature di supporto e la manutenzione a lungo termine, mentre l’addestramento di piloti e specialisti è già partito.
Il mio punto di vista: perché il Gripen è la scelta giusta
Una considerazione tecnica: La scelta di puntare sul Gripen è assolutamente sensata per le reali esigenze operative dell’Ucraina. L’inaffidabilità politica dell’amministrazione Trump ha dimostrato, nei fatti, quanto Kiev abbia vitale bisogno di partner strategici che siano prima di tutto costanti e affidabili nel tempo. Saab è un’azienda solida, e la Svezia ha dimostrato una fermezza politica non indifferente.
Il velivolo in sé mette sul tavolo una buona capacità multiruolo. Certo, non stiamo parlando di un “mostro sacro” della superiorità aerea come il suo omologo anglo-tedesco-italiano Eurofighter Typhoon, ma è proprio questo il bello. In passato si era persino accarezzata l’idea di donare all’Ucraina un’aliquota di Eurofighter Typhoon della prima tranche costruttiva (Tranche 1). Tuttavia, sarebbe stata una mossa fallimentare: mantenere quei caccia sarebbe risultato troppo dispendioso per le casse e la logistica ucraina. Inoltre, i velivoli della Tranche 1 hanno una tecnologia intrinseca con una vocazione puramente aria-aria, il che li avrebbe resi del tutto inadeguati per le missioni multiruolo e di attacco al suolo di cui Kiev ha disperatamente bisogno oggi. Il Gripen, al contrario, fa esattamente quello che serve, dove serve e con costi sostenibili.
Perché il Gripen e non più (solo) gli F-16?
Negli ultimi mesi si era parlato molto di una “donazione” di F-16 da parte di Danimarca, Norvegia e Olanda, un’operazione che aveva ricevuto il via libera dall’amministrazione Trump. Washington avrebbe persino concesso il prelievo di cellule non operative dal famoso boneyard in Arizona da usare come pezzi di ricambio. In pratica, gli alleati europei fornivano i jet e gli USA gestivano l’approvazione e l’addestramento.
La realtà del campo di battaglia ha però mostrato i limiti di questa scelta. La flotta di F-16 in Ucraina ha sofferto per settimane una pesante carenza di missili per intercettare i raid russi. Inoltre, i flussi di aerei e munizioni hanno subito forti rallentamenti a causa delle revisioni sulla spesa militare interna degli Stati Uniti.
Da qui la necessità di diversificare e puntare su una macchina nata con una filosofia completamente diversa.
Saab JAS 39 Gripen E vs Lockheed Martin F-16
La scelta di Kiev è puramente pragmatica. Il Gripen E offre costi operativi ridotti, logistica snella e una dote più unica che rara: la capacità di operare da piste corte, improvvisate o semplici tratti autostradali. Questa flessibilità permette di disperdere i velivoli, proteggendoli dai raid missilistici russi che colpiscono le basi aeree tradizionali.
Il caccia svedese è progettato per girare al minimo il supporto a terra: un team di soli sei operatori (in gran parte soldati di leva) può rifornire e riarmare l’aereo in meno di 10 minuti.
Ecco un confronto tecnico e strategico speculare tra le due piattaforme:
| Caratteristica | Saab JAS 39 Gripen E | Lockheed Martin F-16 Block 70/72 |
|---|---|---|
| Armamento Aria-Aria | Ottimizzato per missile a lungo raggio Meteor. | Ottimizzato per missile AMRAAM AIM-120D. |
| Configurazione | Caccia multiruolo di difesa / intercettazione | Caccia multiruolo d’attacco / proiezione |
| Strategia di base | Difesa territoriale e logistica flessibile. | Proiezione di potenza e attacco a lungo raggio |
| Pista richiesta | Corta e improvvisata (autostrade di 500 metri). | Standard e pulita (basi aeree strutturate). |
| Tempo di turnaround | Minore di 10 minuti (6 operatori non specialisti). | Circa 30-40 minuti (personale altamente specializzato). |
| Guerra Elettronica | Sistema EW avanzato integrato con tecnologia GaN. | Pod esterni o suite integrata AN/ALQ-257. |
| Disponibilità | Limitata alla filiera svedese ed europea. | Massima globale (oltre 20 Paesi utilizzatori). |
La tabella confronta il Gripen E e gli F-16 appartenenti ai Block 70/72 che rappresenta l’ultima generazione di F-16, è bene precisare che gli F-16 destinati all’Ucraina appartenevano ai Block 15/20 MLU.
I punti di forza del Gripen E
– Logistica distribuita: Decolla da piste dissestate o innevate, azzerando la dipendenza da grandi hub vulnerabili.
– Manutenzione minima: Pensato per essere gestito sul campo con pochissimi attrezzi e personale di leva.
– Superiorità BVR (Beyond Visual Range): L’integrazione nativa del missile Meteor garantisce una No-Escape Zone tre volte superiore rispetto alle versioni standard dell’AMRAAM americano.
I punti di forza dell’F-16
– Numeri ed ecosistema: Con migliaia di esemplari nel mondo, la catena di ricambi, simulatori e specialisti è virtualmente inesauribile.
– Arsenale immenso: Compatibilità nativa con una vastissima gamma di bombe guidate, missili anti-radar (HARM) e munizioni NATO già pronte nei magazzini.
Anatomia del Gripen E: un mosaico internazionale
progettato con grande attenzione alla guerra elettronica e all’alta disponibilità operativa. Rappresenta l’evoluzione delle serie precedenti A/C monoposto e B/D biposto, mentre la controparte biposto dell’attuale modello E è la versione F.
Anche se il brand è svedese, sotto la cellula il Gripen E/F è un vero e proprio puzzle geopolitico:
Stati Uniti
La quota americana è consistente e sposta gli equilibri politici.
– Il Motore: Il cuore del caccia è il General Electric F414-GE-39E, un turbofan bi-albero a basso rapporto di diluizione (low-bypass). È un propulsore compatto ma estremamente sofisticato, progettato per la massima affidabilità in configurazione monomotore. Sviluppa circa 22.000 libbre (98 kN) di spinta con postbruciatore e 14.000 libbre (62 kN) a secco. La sua dote principale? Permette la supercrociera (supercruise), ovvero la capacità di mantenere il volo supersonico senza attivare il postbruciatore, risparmiando tonnellate di carburante.
– Sistemi ausiliari: Gran parte dell’impianto idraulico, i seggiolini eiettabili (prodotti da UTC/Collins Aerospace) e il software di gestione del carburante arrivano dagli USA.
Regno Unito
I britannici firmano la spina dorsale elettronica e strutturale:
– Avionica e Radar: Sviluppati da Leonardo UK (la divisione britannica del gruppo italiano), che fornisce il sensore principale: il radar AESA Raven ES-05 e il sistema di contromisure elettroniche antiradar BriteCloud.
– Carrello d’atterraggio: Interamente progettato e costruito da aziende del Regno Unito.
Italia
La tecnologia italiana è in prima linea grazie agli stabilimenti di Leonardo e alla nostra filiera industriale:
– Sensore IRST (Skyward-G): È l’avanzato “occhio a infrarossi” montato sul muso del caccia. Permette al Gripen di tracciare i bersagli in modalità passiva, senza emettere onde radar che tradirebbero la propria posizione. Viene costruito a Nerviano (Milano).
– Componenti motore: Attraverso Avio Aero a Torino, l’Italia partecipa direttamente alla produzione di parti della turbina General Electric.
Altri Partner Globali
– Brasile : Embraer è partner strategico. Oltre ad assemblare i caccia localmente per la propria aeronautica, produce sezioni della fusoliera e sviluppa il software di volo.
– Svizzera : Le aziende elvetiche si occupano dei piloni subalari per il trasporto dei missili, dei freni aerodinamici e dei serbatoi esterni.
– Sudafrica : Fornisce moduli d’antenna critici per la suite di guerra elettronica.
Il “Dilemma” del Controllo Americano (ITAR)
Questa architettura internazionale ha un risvolto politico non indifferente: la Svezia non ha la totale libertà di esportare il Gripen a chi vuole. Essendo il jet strettamente dipendente da tecnologie critiche americane sottoposte alle severe normative sui brevetti militari ITAR (International Traffic in Arms Regulations), il governo degli Stati Uniti mantiene il diritto di veto e deve autorizzare formalmente ogni singola vendita del caccia all’estero. Nel caso dell’Ucraina il problema non si pone, ma descrive perfettamente la complessità geopolitica dietro questa macchina.

