
Nel mondo militare di oggi c’è una regola d’oro molto semplice: chi perde il controllo dello spettro elettromagnetico ha già perso la guerra. Spesso si fa un po’ di confusione con la guerra cibernetica (il cyber warfare), ma parliamo di due cose completamente diverse. Se il cyber warfare attacca i codici software e i computer, la Guerra Elettronica (o EW, dall’inglese Electronic Warfare) agisce direttamente sulla fisica. Colpisce le onde radio, le frequenze dei satelliti e i segnali dei radar.
È una sfida totalmente invisibile. L’obiettivo non è distruggere il nemico con le bombe, ma fare qualcosa di persino più efficace: accecarlo, isolarlo e renderlo del tutto incapace di difendersi.
La NATO divide questa disciplina in tre grandi compiti: spiare i segnali del nemico (Supporto), disturbarli per bloccarli (Attacco) e proteggere le proprie frequenze dagli attacchi altrui (Protezione). Oggi questo scontro silenzioso sta decidendo i destini della sicurezza globale.
I Tre Pilastri della EW:
| COMPITO | SIGLA | DESCRIZIONE |
|---|---|---|
| Supporto | ES – Electronic Support | Intercettare e localizzare i segnali nemici. |
| Attacco | EA – Electronic Attack | Disturbare, accecare i radar nemici (Jamming). |
| Protezione | EP- Electronic Protection | Proteggere le proprie frequenze radio. |
Dalle origini alla “Battle of the Beams”
La necessità di controllare queste onde invisibili nasce nei primi anni del Novecento, praticamente insieme alle prime radio militari. Il primo storico disturbo radio risale al 1904, durante la guerra tra Russia e Giappone: un operatore russo trasmise segnali continui sulla stessa frequenza dei giapponesi, impedendo loro di coordinare i colpi dei cannoni contro le navi russe.
La vera svolta scientifica arriva però con la Seconda Guerra Mondiale. Britannici e tedeschi si sfidarono nella cosiddetta “Battle of the Beams” (Guerra dei fasci Radio) per inventare radar sempre più precisi dedicati ad intercettare i bombardieri notturni. Fu allora che gli Alleati inventarono il Window (oggi noto come Chaff): milioni di striscioline di alluminio lanciate dagli aerei. Queste strisce creavano una nuvola metallica che faceva letteralmente impazzire i radar tedeschi, riempiendo gli schermi di falsi bersagli. Per la prima volta, l’invisibilità diventava un’arma di strategia fondamentale.
I pionieri della EW: gli apparati analogici nati per accecare
Il bisogno di creare aerei dedicati esclusivamente a questo scopo esplode durante la Guerra del Vietnam. L’Unione Sovietica fornì ai nordvietnamiti i primi missili terra-aria guidati da radar, che iniziarono ad abbattere i caccia americani con una precisione incredibile. I normali aerei da caccia non avevano spazio a bordo, né l’energia elettrica necessaria per trasportare i pesanti computer per il disturbo elettronico. Servivano aerei speciali.
AN/ALQ-99 Tactical Jamming System (TJS)
Il cuore di questa prima era è stato il sistema AN/ALQ-99 Tactical Jamming System (TJS), gestito però con filosofie opposte da due velivoli storici:
- Il Prowler (1971): Il Grumman EA-6B Prowler (usato sia dai Marines che dalla US Navy) montava il ricevitore del sistema dentro una carenatura a forma di “bulbo” sulla cima della deriva per ascoltare lo spazio aereo. Il disturbo attivo (jamming) avveniva tramite grandi pod esterni sotto le ali, alimentati da una piccola elica anteriore che generava l’elettricità sfruttando il vento del volo (RAT – Ram Air Turbine ). Aveva quattro posti: un pilota e tre ufficiali elettronici detti ECMO (Electronic Countermeasures Officer). l’ECMO 1 si occupava di navigazione, comunicazioni e del lancio dei missili anti-radar AGM-88, gli ECMO 2 e 3 gestivano l’intero sistema di disturbo. Il loro compito era scortare gli altri aerei creando una vera e propria “bolla di protezione”.
- Il Raven: Poco dopo arrivò l’EF-111A Raven, soprannominato “Spark-Vark”. Era un jet supersonico velocissimo (oltre Mach 2), sprovvisto di qualsiasi tipo di arma convenzionale. Per non distruggere l’aerodinamica del velivolo, l’intera stiva delle bombe venne svuotata per ospitare i trasmettitori della variante automatizzata AN/ALQ-99E, che sporgevano sotto la pancia a formare una specie di canoa. Grazie a questa automazione, sul Raven bastava un solo ufficiale elettronico (EWO – Electronic Warfare Officer) sul sedile di destra. Durante la Guerra del Golfo del 1991, un Raven entrò nella storia: inseguito di notte da un caccia iracheno a bassissima quota, lo disturbò elettronicamente al punto da disorientarlo e mandarlo a schiantarsi contro il terreno senza sparare un solo proiettile.
Il cacciatore di radar: Tornado ECR
Il Tornado ECR (in dotazione all’Italia e alla Germania) rappresenta una branca diversa della Guerra Elettronica: non nasce per fare il disturbo “a pioggia” delle comunicazioni, ma per la SEAD (Suppression of Enemy Air Defenses), ovvero localizzare e distruggere fisicamente le difese aeree nemiche.

Per farlo si affida a due strumenti perfettamente integrati:
- L’apparato ELS (Emitter Locator System): Una serie di antenne passive sensibilissime posizionate sui bordi delle ali. Senza emettere segnali (restando quindi invisibile), l’ELS “ascolta” i radar nemici mentre si accendono e ne calcola la posizione geografica millimetricamente.
- Il missile AGM-88 HARM: Una volta che l’ELS ha agganciato la minaccia, i dati vengono passati a questo missile antiradar veloce (oltre Mach 2). L’HARM vola seguendo l’emissione del radar nemico come una calamita. Se l’operatore nemico dovesse spegnere il radar per nascondersi, il computer del missile memorizza l’ultima coordinata e prosegue la sua corsa fino al bersaglio ugualmente.

Nell’abitacolo del Tornado il lavoro è diviso: il pilota davanti e il navigatore dietro si occupa di scansionare e selezionare il bersaglio mediante i due schermi multifunzione.
La geografia globale dell’EW: chi vola oggi nello spettro
Oggi, progettare e mantenere una flotta di aerei da guerra elettronica costa moltissimo. Solo pochissimi Paesi possono permetterselo:
- Stati Uniti: Hanno la flotta più grande al mondo, guidata dai caccia tattici EA-18G Growler e dai nuovissimi aerei d’attacco strategico a lungo raggio EA-37B Compass Call.
- Cina: Ha recuperato rapidamente il terreno perduto, schierando la sua risposta simmetrica: il caccia pesante da guerra elettronica Shenyang J-16D e grandi aerei da disturbo a lungo raggio basati sul modello Y-9.
- Russia: Mantiene una flotta di caccia tattici aggiornati come il Su-24MP e grandi aerei radar come l’Il-22PP.
- I partner della NATO: L’Australia usa i Growler americani, il Giappone progetta i propri aerei Kawasaki avanzati, mentre Italia e Germania si affidano ai Tornado ECR.
La guerra in Ucraina e il trucco del GPS Falsificato
Il conflitto in Ucraina ha dimostrato che la guerra elettronica è ormai una necessità quotidiana per sopravvivere. All’inizio dell’invasione, i sistemi terrestri russi (come il Pole-21) sono riusciti a neutralizzare quasi il 90% dei droni ucraini semplicemente interrompendo il loro segnale radio con chi li pilotava da terra.
La minaccia più preoccupante si chiama GPS Spoofing (falsificazione del GPS): secondo quanto riportato da un articolo su militarnyi.com, dalla base russa di Kaliningrad, sul Mar Baltico, vengono trasmessi segnali che non si limitano a bloccare il GPS, ma inviano coordinate geografiche totalmente false. Questo trucco fa perdere la rotta ai droni, ma disturba anche gli aerei di linea civili nei cieli della Finlandia e dei Paesi Baltici, dimostrando che la guerra elettronica è ormai un pericolo invisibile anche per i cittadini comuni. Per approfondire lascio il link all’articolo citato (Europe Announces Sanctions Over GPS Jamming in the Baltics).
L’eccellenza italiana e l’integrazione di rete
In questo scacchiere internazionale, l’Italia ha un ruolo di rilievo: Il Documento Programmatico della Difesa ha stanziato fondi importanti per garantire la nostra indipendenza tecnologica nello spazio aereo.
La novità principale è il programma P-MMMS (Multi-Mission Multi-Sensor), basato sull’acquisto dei nuovi sistemi JAMMS e soprattutto dei jet EA-37B Compass Call II. L’Italia è l’unico Paese alleato a cui gli Stati Uniti hanno dato il permesso di acquistare questa tecnologia, dotata del sistema software-defined SABER, capace di iniettare codice e disturbi digitali a grandissima distanza per isolare interi comandi d’armata avversari.
Una sostanziale differenza in effetti c’è: sebbene entrambi i Paesi utilizzino lo stesso identico EA-37B,la differenza sta nell’impiego. L’esemplare italiano opererà in sinergia con l’E-550A CAEW (Conformal Airborne Early Warning). Esternamente i CAEW e gli EA-37B sembrano quasi identici, ma all’interno svolgono ruoli opposti: il CAEW è un “radar volante” che sorveglia il cielo, l’EA-37B è il guerriero che neutralizza i segnali avversari. Gli Stati Uniti invece usano l’EA-37B come piattaforma solitaria d’attacco elettronico puro.
Una rete che opera in sinergia
L’Aeronautica Militare Italiana utilizzerà l’EA-37B Compass Call II come il “dominus” di una rete di combattimento interconnessa in tempo reale con gli altri assetti:
- EA-37B Compass Call II: Opera ad alta quota (13.000 metri) in modalità Stand-off, accecando i radar e i ponti radio nemici da distanza di sicurezza.
- F-35 Lightning II: Sfrutta la protezione dell’EA-37B per penetrare le difese aeree. Grazie alla Data Fusion, alla suite EW AN/ASQ-239 e al casco visore HMDS, il pilota mappa chirurgicamente le minacce e le condivide in rete.
- Tornado ECR: Riceve i dati dall’F-35 e distrugge fisicamente i radar avversari con i missili HARM.
Di questa flotta fa parte anche l’ EC-27J JEDI (Jamming and Electronic and Defence Instrumentation), un aereo speciale italiano unico in Europa impiegato per la protezione elettronica delle forze al suolo..
L’ EC-27J è un sistema già collaudato: è stato usato sia in Afghanistan che in Iraq per proteggere le truppe di terra fornendo loro una specie di “scudo elettronico invisibile” a protezione dei convogli, oppure neutralizzando i cosiddetti IED (Improvised Explosive Devices), ordigni esplosivi piazzati lungo le strade azionati a distanza anche con uno squillo di cellulare.
Dietro questi successi c’è la tecnologia di ELT Group (Elettronica S.p.A.) di Roma. L’azienda ha recentemente qualificato i sistemi di protezione elettronica per i nuovi sottomarini italiani U212 NFS ed è impegnata anche nel settore Spazio.
Come sono cambiate le tattiche EW: dal “Muro” alla “Precisione Chirurgica”
Il salto tecnologico dagli anni ’70 a oggi ha stravolto i combattimenti nello spettro elettromagnetico. Non parliamo solo di nuovi macchinari, ma di una rivoluzione filosofica. Siamo passati dalla forza bruta degli esordi a strategie digitali invisibili. Il volo in formazione fissa ha lasciato il posto a droni autonomi. L’Intelligenza Artificiale ha sostituito i vecchi database statici.
Per capire questa evoluzione, basta analizzare i tre grandi pilastri della moderna Guerra Elettronica (EW).
Ieri: il “Muro di Rumore” (Barrage Jamming)
Ai tempi del Prowler si usava la forza bruta. Gli aerei allagavano l’etere con un enorme rumore statico su una banda larghissima di frequenze. Era come entrare in una stanza e urlare per non far parlare gli altri.
Lo svantaggio era evidente. Il nemico capiva subito l’attacco e localizzava facilmente l’aereo disturbatore.
Oggi: l’Inganno Digitale (DRFM)
I sistemi moderni usano antenne a scansione elettronica attiva (AESA) e la memoria digitale delle radiofrequenze (DRFM). Un esempio sono i nuovi pod NGJ (Next Generation Jammer) del Growler.
Invece di urlare, l’aereo intercetta il segnale del radar nemico e lo copia. Poi lo modifica in pochi microsecondi e lo rimanda al mittente. Il radar avversario si convince che il velivolo sia in una posizione falsa, oppure lo vede sdoppiato in dieci bersagli fantasma. Questo disturbo è un raggio strettissimo, simile a un laser. Acceca la minaccia senza disturbare le frequenze amiche.
La dottrina operativa: Stand-off e Stand-in
I missili terra-aria moderni, come i sistemi russi S-400, hanno una gittata di centinaia di chilometri. Far volare aerei con equipaggio dentro le linee nemiche è troppo rischioso.
Oggi la dottrina si divide in due componenti:
- Stand-off Jamming: Grandi aerei come l’EA-37B rimangono nelle retrovie a distanza di sicurezza.
- Stand-in Jamming: Il lavoro ravvicinato è affidato a sciami di piccoli droni stealth a basso costo. Questi vettori volano a pochi metri dalle antenne nemiche e le accecano.
La Guerra Elettronica Cognitiva guidata dall’IA
In passato, i piloti caricavano a terra una “libreria” con le frequenze dei radar nemici noti. Se il nemico usava una frequenza nuova, l’aereo diventava vulnerabile.
Oggi l’Intelligenza Artificiale a bordo analizza le emissioni sconosciute in tempo reale. Ne decodifica il funzionamento e genera la contromisura da adottare in pochi millisecondi.
La battaglia per il controllo dell’invisibile si è spostata dai motori ai microchip. Ma anche nell’era digitale, la differenza la fa ancora l’uomo: l’ingegno di chi progetta la macchina e la prontezza di chi la usa.










