
Da Saint-Exupéry ad Amundsen, le vicende degli aviatori scomparsi nel nulla.
Ci sono libri che non ci si limita a leggere, ma che si finisce per sfogliare con quella strana sensazione di avere tra le mani qualcosa di prezioso e malinconico. Dispersi negli abissi, scritto da Lino von Gartzen e Susanne Sasse e pubblicato da White Star per National Geographic, appartiene esattamente a questa categoria. Non siamo di fronte a una fredda cronologia di incidenti o a una trattazione accademica, ma a un viaggio dentro i grandi enigmi della storia del volo, laddove l’eroismo dei pionieri si è scontrato con l’immensità del mare e dei ghiacci.
La forza di questo testo sta tutta nell’equilibrio tra la narrazione e il riscontro materiale. Von Gartzen non è soltanto un autore che analizza documenti in archivio, ma un ricercatore subacqueo che ha partecipato in prima persona alle indagini per l’identificazione del P-38 di Antoine de Saint-Exupéry. Questa concretezza si sente in ogni capitolo: si percepisce la fatica delle ricerche sul campo, la precisione dell’archeologia marina e il rigore tecnico necessario per capire perché certi velivoli non siano mai tornati alla base.
Ripercorrere le vicende di figure come lo stesso Saint-Exupéry, scomparso sul Mediterraneo nel luglio del 1944, o di Roald Amundsen, decollato nel 1928 a bordo dell’idrovolante Latham 47 per soccorrere l’equipaggio del dirigibile Italia e inghiottito dal Nord, fa un certo effetto. Il libro affronta con la stessa cura anche i tentativi pionieristici di traversata oceanica degli anni venti – come la tragica sparizione dell’Oiseau Blanc di Nungesser e Coli – e i tanti duelli aerei dei due conflitti mondiali finiti nelle acque europee.
Ad arricchire il tutto c’è un apparato iconografico straordinario, in pieno stile National Geographic, fatto di mappe d’epoca, prime pagine di vecchi giornali, scatti d’archivio e immagini subacquee ad alta risoluzione dei relitti adagiati sui fondali. Dispersi negli abissi riesce a spogliare il mito dell’aviazione per restituire la cruda realtà di quegli uomini e delle loro macchine, offrendo al lettore una ricostruzione seria, documentata ed estremamente toccante. Un’opera che merita un posto di rilievo nella libreria di qualunque appassionato di storia aeronautica.ostruzione precisa ed esaustiva delle ricerche subacquee, sia a chi desidera rivivere l’epoca epica dei pionieri dell’aria con l’emozione della grande narrazione storica.
La mia valutazione
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